L'interno della Grave delle Grotte di Castellana, con le alte pareti di roccia illuminate dalla luce che entra dall'apertura in alto
L'interno della Grave delle Grotte di Castellana, con le alte pareti di roccia illuminate dalla luce che entra dall'apertura in alto. Foto: Boboseiptu · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Sotto la campagna del sud-est barese, tra muretti a secco e uliveti, si nasconde uno dei complessi carsici più spettacolari d'Italia. Le Grotte di Castellana, nel territorio di Castellana Grotte, sono un mondo sotterraneo di caverne, gallerie e concrezioni modellato dall'acqua nel corso di tempi lunghissimi. Si visitano con percorsi guidati e sono una delle gite più amate da chi soggiorna a Bari, perfetta anche per le famiglie con bambini curiosi. Ecco la loro storia e cosa aspettarsi dalla visita.

La scoperta del 1938

Nel 1938, su iniziativa dell'Ente Provinciale per il Turismo di Bari, fu chiamato a Castellana uno speleologo esperto per valutare le cavità del territorio. Era Franco Anelli, giovane studioso dell'Istituto Italiano di Speleologia. La mattina del 23 gennaio 1938 Anelli si calò nella grande voragine che i castellanesi conoscevano da sempre, seguito da Vito Matarrese, un operaio di Castellana che lo accompagnò nelle prime esplorazioni e le proseguì anche dopo la sua partenza. Sul fondo trovarono la prima grande caverna, oggi nota come Caverna dei Monumenti. Le esplorazioni ripresero a marzo dello stesso anno e si spinsero a circa 600 metri dall'ingresso, fino a un nuovo grande baratro lungo l'attuale Corridoio del Deserto. Oltre quel salto, qualche tempo dopo, fu scoperta l'ultima e più celebre caverna del complesso: la Grotta Bianca.

La Grave, l'ingresso nel cielo

L'ingresso naturale delle grotte è la Grave, una voragine verticale profonda circa 60 metri. È il punto da cui partono le visite ed è uno spettacolo già da solo: dall'apertura in alto entra la luce del giorno, che illumina le pareti di roccia stratificata e le concrezioni sul fondo, creando giochi di luce che cambiano con le ore. Prima della scoperta la voragine era avvolta dalle leggende popolari: si raccontava che i vapori che salivano dall'abisso fossero anime condannate a vagare nel buio. Oggi è il primo, emozionante impatto con il mondo sotterraneo.

Il percorso tra le caverne

Le grotte si sviluppano per oltre 3 chilometri e raggiungono una profondità massima di 122 metri sotto la superficie. All'interno la temperatura resta costante intorno ai 16,5 gradi in ogni stagione. Lungo il cammino si incontrano caverne e formazioni dai nomi evocativi, ispirati alle forme che l'acqua ha scolpito nella roccia:

  • la Lupa, una concrezione che ricorda la sagoma di un animale;
  • la Caverna dei Monumenti e la Caverna della Civetta;
  • la Caverna della Fonte e il lungo Corridoio del Deserto;
  • formazioni come il Duomo di Milano e la Torre di Pisa.

Tra le concrezioni più curiose ci sono le stalattiti eccentriche, che crescono in direzioni imprevedibili, e i sottili veli di alabastro che per il loro aspetto vengono chiamati "fette di lardo". Sono previsti un percorso parziale, di circa un chilometro, e un percorso completo, di circa tre chilometri, che arriva fino alla Grotta Bianca.

La Grotta Bianca

La meta finale del percorso completo è la Grotta Bianca, scoperta da Vito Matarrese superando il precipizio del Corridoio del Deserto. Deve il nome al candore delle sue concrezioni di alabastro, che sotto le luci sembrano brillare. Per il candore e la ricchezza delle sue concrezioni è stata definita "la grotta più splendente del mondo": un giudizio che ancora oggi molti visitatori sottoscrivono. Per chi vuole approfondire, a Castellana c'è anche il Museo speleologico Franco Anelli, inaugurato nel 2000 e dedicato alla geologia, alla speleologia e alla vita nelle grotte.

Consigli per la visita

Indossate scarpe chiuse con una buona suola, perché i camminamenti possono essere umidi e in alcuni tratti ci sono scale. Anche in piena estate portate una felpa o una giacca leggera, soprattutto per i bambini. Con i più piccoli il percorso parziale è in genere la scelta più adatta, mentre quello completo richiede un po' più di resistenza. Le visite si svolgono sempre accompagnate da guide esperte: modalità, orari, lingue disponibili e informazioni sull'accessibilità vanno sempre verificati sul sito ufficiale delle Grotte di Castellana prima di partire.

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